OSTEOPOROSI
È opinione comune che l’osteoporosi sia un problema prettamente femminile e legato alla menopausa. Ma le fratture (dell’anca, delle vertebre) e la perdita di qualche centimetro di statura sono fenomeni che nella terza età riguardano sia gli uomini che le donne.

È vero che intorno ai cinquanta anni di età alle donne viene generalmente consigliato di iniziare a fare test di valutazione della densità ossea (MOC) poiché con i cambiamenti ormonali tipici di questa età l’impoverimento osseo è statisticamente molto frequente. Tuttavia l’insorgenza di un’osteoporosi forte, tale da essere pericolosa per le fratture che ne possono conseguire, riguarda seppure con minore incidenza anche gli uomini.
L’osteoporosi è un disturbo che interviene quando il progressivo impoverimento delle ossa provoca un drastico indebolimento dello scheletro. Quello di cui non ci rendiamo conto però è che le ossa sono più di una semplice impalcatura sulla quale il resto del corpo è drappeggiato. Esse sono un tessuto vivo, fatto di calcio, e cambiano continuamente durante tutta la nostra vita. Svolgono dei compiti che sono fondamentali per il funzionamento del resto del nostro corpo, quali la produzione del sangue e lo stoccaggio del calcio e di altri minerali. Quando si verificano livelli insufficienti di questi minerali nel flusso sanguigno, nel corpo si attiva un meccanismo che preleva i minerali dal magazzino/osso e li rende disponibili per i processi in cui questi sono necessari. Il ciclo poi si chiude con il successivo rimpiazzo nelle ossa dei minerali rilasciati e questo avviene incessantemente.
Come tutti i tessuti del corpo, le ossa si demoliscono e ricostruiscono costantemente e questo processo è chiamato “rimodellamento osseo”. Il rimodellamento è un ciclo continuo in cui l’osso vecchio si demolisce gradualmente e continuamente e viene rimpiazzato da osso nuovo. E’ una specie di programma innato di prevenzione e mantenimento che è vitale per la forza e la salute dello scheletro ed è sotto il controllo del sistema nervoso centrale che ne modula l’efficienza e la continuità. Infatti, come ricordiamo sempre, il cervello non ha solo funzioni intellettuali (come il pensiero o la memoria) ma anche funzioni di controllo sui processi fisiologici del corpo, che avvengono costantemente senza che vi poniamo alcuna attenzione.
I fattori che possono disturbare l’efficienza del rimodellamento osseo sono principalmente tre. La sedentarietà fa sì che lo scheletro non sia sollecitato regolarmente e costituisce di per sé uno stress biomeccanico per le ossa. Muoversi implica contrastare la forza di gravità e quest’attività è il fattore esterno più importante nella regolarità del processo del rimodellamento osseo. Lo stress chimico, cioè l’assunzione costante o eccessiva di determinate sostanze come caffeina, nicotina, alcol, farmaci cortisonici, interferisce con il metabolismo del calcio e della vitamina D e diminuisce la capacità del corpo di costruire e mantenere un’adeguata massa ossea. Le alterazioni ormonali sono il fattore più conosciuto dal vasto pubblico come elemento scatenante dell’osteoporosi ma non dobbiamo dimenticarci che le ghiandole endocrine che secernono gli ormoni nel flusso sanguigno per regolare la chimica del corpo, inclusi i processi di rimodellamento osseo, sono controllate dal sistema nervoso.
La chiave per controllare l’osteoporosi si trova nel mantenimento di una chimica bilanciata del calcio nel sangue. Questo si può favorire con una prevenzione articolata e non necessariamente farmacologica: una leggera ma quotidiana attività fisica, la regolare esposizione alla luce solare per favorire la sintesi endogena della vitamina D, la riduzione di sigarette, caffè, alcolici e farmaci se non indispensabili sono già un buon inizio. Ma più di tutto, un sistema nervoso efficiente e libero da interferenze è indispensabile. Per questo la chiropratica Upper Cervical può essere un metodo eccellente di prevenzione, perché attraverso il riequilibrio della struttura ossea ed il ripristino della reattività neurologica favorisce la regolarizzazione ed il mantenimento di processi fisiologici equilibrati.